Ultimi giorni per ricevere borse di studio Unionmeccanica Confapi

Il 31/10/2021 è il termine ultimo per la presentazione delle domande, all’Ente Bilaterale Metalmeccanici (E.B.M.), per i Bandi Borse di Studio 2020/2021 per la Frequenza ai Corsi di Laurea e per il Diploma di Licenza Media Inferiore.

Borse di Studio 2020/2021 per la Frequenza ai Corsi di laurea Anno Accademico 2020-2021

L’Ente Bilaterale Metalmeccanici – costituito da Unionmeccanica Confapi, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, indice un bando per l’assegnazione di borse di studio per la frequenza ai corsi di laurea per l’Anno Accademico 2020-2021.
Possono partecipare:
– le lavoratrici ed i lavoratori delle aziende metalmeccaniche che applicano il contratto CCNL Unionmeccanica ed in regola con i versamenti ad E.B.M.;
– i figli delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti delle aziende metalmeccaniche che applicano il contratto CCNL Unionmeccanica ed in regola con i versamenti ad E.B.M.
Avranno accesso al bando i soggetti che rispettino i seguenti requisiti.

Requisito di Iscrizione
a) iscritti all’A.A. 2020/2021 dal secondo anno e successivi per Laurea Triennale e Magistrale a Ciclo Unico;
b) iscritti all’A.A. 2020/2021 dal primo anno e successivi della Laurea Magistrale (solo se consecutiva temporalmente alla relativa Laurea Triennale).

Requisiti di Reddito
L’ISEE Università (ISEEU 2020 o 2021) del nucleo familiare dello studente richiedente dovrà risultate inferiore o uguale a 30.000 Euro.
Dall’ISEE (2020 o 2021) si dovrà necessariamente evincere che:
1. lo studente, richiedente l’accesso al Bando, risulti facente parte del nucleo familiare del Dichiarante ISEE;
2. il lavoratore dipendente, studente o genitore dello studente richiedente l’accesso al Bando, risulti facente parte del nucleo familiare del beneficiario ISEE per il Diritto allo Studio Universitario;
3. il calcolo dell’ISEE Ordinario “si applica a PRESTAZIONI AGEVOLATE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO in favore di CODICE FISCALE”. Il CF dovrà essere quello dello studente richiedente l’accesso al Bando.

Requisiti sui Crediti Formativi Universitari (CFU)
I Crediti Formativi Universitari relativi agli esami sostenuti nel periodo dall’1/11/2019 al 31/10/2020 dovranno risultare minimo pari a:
a) 30 Crediti Formativi Universitari (CFU) per gli studenti lavoratori;
b) 42 Crediti Formativi Universitari (CFU) per gli studenti figli dei lavoratori.

In assenza di uno o più requisiti base sopra descritti, lo studente non potrà presentare domanda di selezione al presente Bando. Nell’eventualità in cui venissero presentate domande che alla verifica non rispettassero i requisiti base, la domanda verrà respinta e non sarà quindi ammessa alla selezione per la graduatoria finale.

Le borse di studio sono così distribuite:
a) n. 100 (cento) borse di studio ordinarie di importo pari a euro 2.500 (duemilacinquecento) ciascuna;
b) n. 2 (due) borse di studio per studenti che abbiano il riconoscimento di una disabilità uguale o superiore al 60%, di importo pari a euro 2.500 (duemilacinquecento) ciascuna.
Nel caso in cui la domanda di uno studente con disabilità uguale o superiore al 60% non dovesse risultare tra le due assegnatarie della specifica graduatoria, rientrerà automaticamente nella selezione della graduatoria ordinaria.
L’importo delle borse di studio destinato da E.B.M. alla copertura dei costi di iscrizione e frequenza ai corsi di laurea per l’Anno Accademico 2020/2021 è determinato in complessivi euro 255.000,00
Soddisfatti i requisiti base si procederà al riconoscimento di un punteggio sulla base della media aritmetica dei voti riportati negli esami sostenuti nel periodo dall’1/11/2019 al 31/10/2020 (espressa in trentesimi).
A parità di punteggio precede lo studente (in corso) iscritto all’anno più avanzato e, in caso di ulteriore parità, lo studente più giovane di età.

La domanda di selezione dovrà essere presentata tramite Area Riservata E.B.M. a partire dal 1° settembre 2021 e dovrà pervenire entro il termine perentorio del giorno 31 ottobre 2021.

Borse di Studio 2020/2021 per la Frequenza ai Corsi per il Diploma di Licenza Media Inferiore

L’Ente Bilaterale Metalmeccanici – costituito da Unionmeccanica Confapi, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, indice un bando per il conseguimento del Diploma di Licenza della Scuola Media Inferiore per l’Anno Scolastico 2020/2021.
Possono partecipare al Bando le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti delle aziende metalmeccaniche (di seguito “Richiedenti”) che applicano il contratto CCNL Unionmeccanica ed in regola con i versamenti ad E.B.M., i cui figli abbiano conseguito il Diploma di Licenza della Scuola Media Inferiore per l’A.S. 2020/2021.
I figli dei Richiedenti dovranno aver conseguito il Diploma di Licenza Media Inferiore per l’A.S. 2020/2021 con votazione pari a 9 (nove), 10 (dieci) o 10 e Lode (dieci e Lode).
L’ISEE (2020 o 2021) del nucleo familiare del Richiedente dovrà risultate inferiore o uguale a 30.000 Euro.
Dall’ISEE si dovrà necessariamente evincere che:
1. il figlio/a del Richiedente per il quale si richiede l’accesso al Bando risulti facente parte del nucleo familiare del Dichiarante ISEE;
2. il Richiedente dovrà risultare facente parte del nucleo familiare o, nel caso in cui non ne facesse parte, dovrà risultare presente nell’ISEE con indicazione “P = Altra persona del Nucleo”;
Le borse di studio sono pari ad un valore complessivo di euro 150.000,00 (eurocentocinquantamila).
L’importo unitario delle borse di studio messo a disposizione da E.B.M. per premiare il conseguimento del Diploma di Licenza della Scuola Media Inferiore per l’A.S. 2020/2021 è determinato in euro 300,00 (euro trecento).
La domanda di ammissione dovrà essere presentata tramite Area Riservata E.B.M. a partire dal 1° settembre 2021 e dovrà pervenire entro il termine perentorio del giorno 31 ottobre 2021.

INL: chiarimenti sul distacco transnazionale di lavoratori

L’Ispettorato fornisce precisazioni sulle nuove fattispecie di illecito che presidiano il corretto adempimento degli obblighi informativi e amministrativi relativi alla fattispecie del distacco a catena e a tutte le altre disposizioni che possano avere ricadute sull’attività di vigilanza.

Il D.Lgs. n. 122/2020 ha recepito la Direttiva europea n. 957 del 28 giugno 2018 che è intervenuta a modificare la Direttiva 96/71/CE in materia di distacco transnazionale dei lavoratori. Le principali modifiche contemplate dalla novella riguardano la previsione di una disciplina specifica per le ipotesi di doppi distacchi o distacchi a catena di lavoratori somministrati, un rafforzamento del nucleo delle tutele già previste dalla legislazione vigente per i lavoratori distaccati, nonché l’ampliamento del livello di tutele per i lavoratori coinvolti in distacchi di lunga durata.
Le disposizioni introdotte con il cit. D.Lgs. n. 122/2020 hanno trovato applicazione a decorrere dal 30 settembre 2020.

Le modifiche introdotte riguardano l’ipotesi in cui i lavoratori somministrati vengano impiegati in Italia su richiesta di una impresa utilizzatrice avente sede in uno Stato membro (di seguito SM) diverso dall’Italia che intrattiene il rapporto commerciale con l’agenzia di somministrazione avente sede nello stesso SM della utilizzatrice o in altro SM.
L’impiego del lavoratore in Italia avviene invece in esecuzione di un ulteriore e diverso rapporto commerciale che l’impresa utilizzatrice intrattiene con una impresa avente sede in Italia (impresa destinataria della prestazione lavorativa) che non può, a sua volta, consistere nella somministrazione di manodopera per il divieto di doppia somministrazione.
Il lavoratore somministrato può essere inviato in Italia fin dal primo momento o anche in seguito ad un periodo di lavoro prestato presso l’impresa utilizzatrice estera.
La fattispecie, disciplinata all’art. 1, comma 2-bis primo periodo, consiste in un distacco a catena in ingresso in Italia e presuppone i seguenti requisiti:
– il distacco deve originare necessariamente da una prestazione di servizi di somministrazione di lavoro (primo anello della catena);
– l’agenzia di somministrazione e l’impresa utilizzatrice possono aver sede presso lo stesso Stato membro o in Stati membri differenti, in ogni caso diversi dall’Italia;
– il rapporto commerciale in virtù del quale il lavoratore fa il proprio ingresso in Italia (secondo anello della catena) non può essere una somministrazione di manodopera, ma deve trattarsi di un rapporto commerciale di diversa natura, rientrante nella più vasta accezione di prestazione transnazionale di servizi che può consistere, ad esempio, in un contratto di appalto/subappalto oppure in un distacco infragruppo o presso filiale dell’impresa utilizzatrice, con sede in Italia.

Il secondo periodo del comma 2-bis fa, invece, riferimento alle fattispecie del distacco a catena in uscita dall’Italia in cui l’impresa con sede in Italia, utilizzatrice di lavoratori somministrati da agenzia stabilita in uno Stato membro, invia gli stessi presso un terzo e differente Stato membro in esecuzione di una prestazione di servizi che, anche in tal caso, non può consistere in un ulteriore contratto commerciale di somministrazione di lavoro.
Sebbene tale fattispecie sia descritta nell’art. 1 dedicato al campo di applicazione del decreto di recepimento, la complessiva disciplina contenuta in tale decreto non ha ad oggetto le ipotesi di distacco in uscita (c.d. distacchi out) dall’Italia. I distacchi in uscita, infatti, soggiacciono alla normativa del paese in cui la prestazione lavorativa è resa. Le uniche disposizioni precettive di interesse inserite nel decreto n. 136 inerenti tali fattispecie sono quelle che impongono obblighi informativi a carico dell’impresa utilizzatrice con sede in Italia nei confronti dell’agenzia di somministrazione.

L’invio in Italia del lavoratore somministrato, ai sensi dell’art. 1, comma 2-bis primo periodo, deve essere comunicato dall’agenzia di somministrazione straniera entro le ore ventiquattro del giorno antecedente l’invio mediante l’utilizzo del Modello UNI – Distacco UE disponibile sulla piattaforma dedicata.
Per la violazione del citato obbligo trova applicazione la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.
In tali casi la comunicazione dovrà recare anche i “dati identificativi dell’impresa utilizzatrice” – situata in uno SM diverso dal nostro Paese – “che invia lavoratori in Italia”.
Per consentire all’agenzia di somministrazione di adempiere all’obbligo di comunicazione nei termini prescritti dalla norma, l’articolo 10-bis, comma 3, pone a carico dell’impresa utilizzatrice l’obbligo di comunicare all’agenzia di somministrazione straniera, prima dell’invio del lavoratore, i seguenti dati:
– numero e generalità dei lavoratori distaccati in Italia;
– data inizio e fine distacco;
– luogo di svolgimento della prestazione di servizi;
– tipologia dei servizi.
L’impresa utilizzatrice straniera deve consegnare copia all’impresa italiana, destinataria finale della prestazione, della informativa resa all’agenzia di somministrazione e della sua trasmissione, affinché la stessa possa esibirla agli organi di controllo.
La violazione ad opera dell’impresa utilizzatrice di tale obbligo di consegna è punita con la sanzione da 180 a 600 euro per ciascun lavoratore interessato.
L’art. 10-bis, comma 2, introduce a carico dell’impresa utilizzatrice italiana che invia i lavoratori presso altra impresa avente sede in un diverso SM l’obbligo di informare “senza ritardo” l’agenzia di somministrazione straniera che il medesimo personale sarà inviato presso altra impresa non ubicata nel nostro Paese.
La violazione di tale obbligo comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 180 euro a un massimo di 600 euro per ciascun lavoratore interessato.
L’art. 10-bis, comma 1, regolamenta gli obblighi informativi che gravano sulle imprese utilizzatrici aventi sede in Italia nei confronti dell’agenzia del lavoro straniera, sia in caso di somministrazione transnazionale “bilaterale” sia in caso di c.d. distacco a catena in entrata. In particolare, si fa riferimento alle ipotesi di:
– somministrazione di lavoratori da parte di una agenzia per il lavoro stabilita in un altro stato membro presso una impresa utilizzatrice con sede o unità produttiva in Italia (distacco ex art. 1, comma 2);
– invio in Italia, nell’ambito di una fattispecie di c.d. distacco a catena in entrata, di lavoratori somministrati da parte di una impresa utilizzatrice – intermedia – con sede in uno SM comunque diverso dall’Italia (art. 1, comma 2-bis, primo periodo).
In entrambi i casi, la norma dispone l’obbligo per l’impresa italiana di comunicare all’agenzia di somministrazione straniera, da cui dipendono i lavoratori distaccati, le condizioni di lavoro e di occupazione da applicare ai sensi dell’art. 4, comma 3, che a sua volta richiama l’art. 35, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015 secondo cui “per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore, i lavoratori del somministratore hanno diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore”.
Per l’intera durata della prestazione di servizi e fino a due anni dalla sua cessazione l’impresa italiana è tenuta a conservare copia dell’informativa tradotta in lingua italiana e della relativa trasmissione per l’esibizione agli organi di vigilanza.
La mancata esibizione agli organi di vigilanza della copia della suddetta informativa e della relativa trasmissione espone l’impresa italiana alla sanzione amministrativa da un minimo di 500 euro a un massimo di 1.500 euro.
Nelle sole ipotesi dei distacchi a catena, assumerà rilevanza, in relazione a rapporti commerciali qualificati formalmente come appalti, l’indagine in ordine alla loro genuinità secondo i criteri riferibili all’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003: infatti, ove l’operazione commerciale sia di fatto riconducibile ad una mera somministrazione di manodopera, la stessa risulterà essere contraria a norma imperativa. Ai fini di tale controllo potrà risultare sufficiente la verifica sull’eventuale natura fittizia dell’impresa appaltatrice (e/o sulla irrilevanza della sua presenza sul mercato) effettuata ai sensi del comma 2 dell’art. 3, così come la verifica in ordine alla forza lavoro in organico il cui numero esiguo potrebbe sistematicamente comportare il ricorso alla manodopera fornita da agenzie di somministrazione.
Nei distacchi a catena, l’indagine va condotta in riferimento al paese di stabilimento dell’agenzia di somministrazione dalla quale il lavoratore dipende, risultando evidentemente distonica l’eventuale presenza abituale del lavoratore nel paese di stabilimento dell’impresa utilizzatrice (al riguardo, tuttavia, va considerato che l’agenzia di somministrazione e l’impresa utilizzatrice possono anche essere stabilite nello stesso SM, diverso dall’Italia) o addirittura in Italia, paese di destinazione della prestazione lavorativa.
In fase di controllo, appare opportuno stabilire quale sia il paese di provenienza dei lavoratori distaccati, individuando i rispettivi datori di lavoro. Ciò in quanto nell’esecuzione di un appalto, potrebbero essere coinvolti sia lavoratori somministrati sia lavoratori dipendenti dell’appaltatore. A tal fine, è necessario acquisire i certificati “A1” che attestano l’iscrizione del lavoratore al sistema previdenziale del paese di provenienza. Sotto tale aspetto, tuttavia, va considerato che l’acquisizione della documentazione necessaria potrebbe essere resa più complessa dalla circostanza che l’obbligo di nomina del referente che conservi la documentazione inerente i lavoratori somministrati non grava sull’impresa utilizzatrice intermedia (a ciò obbligata in relazione esclusivamente ai propri dipendenti diretti ove distaccati in esecuzione ad esempio di un appalto) bensì sull’agenzia di somministrazione che resta formalmente il soggetto distaccante.
La riscontrata natura fraudolenta del distacco a catena – che viene comunque trattato dal legislatore europeo in termini unitari – quand’anche attinenti ad elementi riferibili alla sola agenzia di somministrazione distaccante o alla sola impresa utilizzatrice intermedia, è addebitata, con l’applicazione delle previste sanzioni, a tutti i soggetti coinvolti (agenzia di somministrazione, impresa intermedia, impresa destinataria) e comporti, a carico dell’impresa avente sede in Italia, le ulteriori conseguenze in ordine all’imputazione dei lavoratori distaccati.

Precompilazione domanda di pensione di reversibilità

A decorrere dal 20 ottobre 2021, rilascio su tutto il territorio nazionale della precompilazione della domanda di pensione di reversibilità (INPS – Messaggio 19 ottobre 2021, n. 3555).

Nell’ambito dei Progetti di innovazione digitale 2021 e nello specifico del progetto denominato Piena automazione dei processi di liquidazione dei trattamenti economici “semplici”, si è conclusa la sperimentazione della precompilazione della domanda di pensione di reversibilità, avviata presso alcune Strutture territoriali.
Il nuovo assetto procedurale, il cui flusso operativo è originato dalla eliminazione della pensione per decesso del dante causa, ispirato a principi di semplicità, proattività ed efficienza, consente:
– di proporre proattivamente all’utente la possibilità di accesso alla pensione di reversibilità;
– di assistere l’utente nella presentazione della domanda, precompilando il modulo di domanda con tutti i dati reperibili negli archivi dell’Istituto, facilitando il completamento del modulo e rendendo informazioni di interesse nell’immediato;
– di ottimizzare i tempi di definizione dell’istruttoria e di erogazione della prestazione.
Il modello di domanda è stato completamente reingegnerizzato al fine di incrementare l’usabilità e facilitare l’acquisizione automatica dei dati.
Nel dettaglio, a seguito della cessazione di una pensione per decesso, l’Istituto proporrà sull’area MyINPS del coniuge avente causa la domanda precompilata di reversibilità. Nei giorni successivi, nel caso in cui i contatti siano noti all’Istituto, l’utente sarà avvertito con sms della possibilità di usufruire della domanda precompilata presente nella sua area riservata. Una specifica notifica nell’area riservata condurrà direttamente alla compilazione della domanda.

Proroga del periodo transitorio delle modalità di invio dei flussi “UniEmens-Cig”

20 ot 2021 L’ INPS fornisce chiarimeni sulle proroga del periodo transitorio e nuovi controlli di accoglienza delle modalità di invio dei flussi di pagamento diretto dei trattamenti di integrazione salariale, CIGO, CIGD e ASO, tramite l’utilizzo del flusso “UniEmens-Cig”

La nuova modalità di invio dei flussi di pagamento diretto dei trattamenti di integrazione salariale, CIGO, CIGD e ASO, connessi all’emergenza epidemiologica da COVID–19, tramite l’utilizzo del flusso telematico “UniEmens-Cig”, apporta modifiche alle modalità di trasmissione dei dati necessari al calcolo e alla liquidazione diretta delle integrazioni salariali da parte dell’INPS o al saldo delle anticipazioni delle stesse, nonché all’accredito della relativa contribuzione figurativa, da effettuarsi con il nuovo flusso telematico, denominato “UniEmens-Cig”, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 1° aprile 2021.
Restano, invece, esclusi dall’ambito di applicazione della norma i trattamenti di integrazione salariale del settore agricolo per i quali restano in vigore le modalità di trasmissione dei dati tramite il modello “SR43” semplificato.
Al fine di consentire una fase di graduale transizione verso le nuove modalità di trasmissione dei dati, è stata prevista una prima fase transitoria, di durata semestrale, in cui l’invio dei dati può essere effettuato o con il nuovo flusso telematico “UniEmens-Cig” o con il modello “SR41”.
La scelta viene operata dal datore di lavoro al momento dell’invio del primo flusso di pagamento relativo a periodi decorrenti, iniziamente  da “aprile 2021” e ora prorogati fino al 31 dicembre 2021.
Di conseguenza, le richieste di pagamento afferenti a domande di integrazione salariale presentate dal 1° gennaio 2022 e aventi ad oggetto periodi di integrazione salariale decorrenti da “gennaio 2022”, potranno essere inviate solo con il nuovo flusso telematico “UniEmens-Cig”.
Per le richieste di pagamento diretto afferenti a domande presentate entro il 31 dicembre 2021 o, se presentate in data successiva, che hanno ad oggetto periodi di integrazione salariale con decorrenza anteriore al 1° gennaio 2022, i datori di lavoro possono continuare a scegliere se utilizzare il nuovo flusso telematico “UniEmens-Cig” o il modello “SR41”.
Si evidenzia che il sistema “SR41” dovrà necessariamente essere utilizzato fino alla fine del periodo autorizzato dai datori di lavoro che, alla data del 1° gennaio 2022, avessero già inviato richieste di pagamento con il sistema “SR41”.

Edilizia Artigianato Marche: accordo per l’erogazione dell’EVR

Il giorno 6/10/2021, si sono incontrate, ANAEPA CONFARTIGIANATO IMPRESE, CNA COSTRUZIONI, FIAE CASARTIGIANI, CLAAI e FENEAL, FILCA e FILLEA regionali, per verificare, così come previsto dall’Accordo del 14/6/2021 i parametri identificati ai fini dell’erogazione dell’EVR per il periodo 1/10 – 31/12/2021

Le Parti, sulla base della verifica congiunta effettuata sui dati relativi al periodo concordato nel precedente accordo del 14/6/2021, verificato che i 3 parametri previsti (numero lavoratori iscritti, monte salari denunciato e ore dichiarate alla CEDAM) risultano positivi, confermano l’erogazione dell’EVR dal 1° ottobre al 31 dicembre 2021 con gli importi riportati nella tabella 2 del citato accordo del 14 giugno e che viene di seguito indicata.

Livello

EVR dall’1/10/2021 al 31/12/2021

7 € 65,91
6 € 57,66
5 € 48,04
4 € 44,50
3 € 41,62
2 € 36,79
1 € 32,15

Scadenza a novembre del versamento al Fondo Sanilog del semestre gennaio-giugno

Scade il 16 novembre il termine entro il quale le aziende dovranno versare al Fondo Sanilog la prima rata semestrale di contribuzione per il periodo 1 gennaio 2022 – 30 giugno 2022

Il Fondo rende noto che entro il 16 novembre le aziende dovranno versare per singolo dipendente, non in prova a tempo indeterminato compreso l’apprendista, in forza alla data del 31 ottobre 2021, la prima rata semestrale di contribuzione per il periodo 1 gennaio 2022 – 30 giugno 2022, pari ad €60.
Dal 2 novembre entro e non oltre il 16 novembre 2021, l’azienda dovrà accedere alla propria area riservata, verificare la distinta di contribuzione del “semestre 2022” ed effettuare la registrazione di eventuali nuove assunzioni o cessazioni.
 Il ritardato pagamento del contributo da parte dell’azienda comporterà la sospensione della copertura Sanilog dei dipendenti dal 1 gennaio 2022 e la successiva comunicazione dell’omissione contributiva agli stessi tramite posta ordinaria oltre all’applicazione di un interesse di mora.
Il Fondo ricorda che l’azienda, in base al vigente CCNL logistica, trasporto e spedizione, in caso di mancata adesione o di omissione contributiva, ha una responsabilità diretta nei confronti dei propri dipendenti “sia per l’omissione contributiva che per la perdita delle relative prestazioni sanitarie, salvo il risarcimento del maggior danno subito”.
Inoltre, in caso di cessazione dell’attività lavorativa, la copertura sarà comunque erogata fino alla fine del semestre pagato e il datore di lavoro potrà trattenere la quota di contributi versati per i mesi successivi alla cessazione.
Nei primi mesi del 2022, seguiranno istruzioni dettagliate circa le modalità di raccolta della contribuzione aggiuntiva aziendale pari a 2,5 euro mensili procapite prevista dall’Accordo di rinnovo del Ccnl del 18 maggio u.s.; pertanto, con decorrenza dal 1° gennaio 2022, l’importo dovuto per ogni dipendente passerà da euro 120 a euro 150 annui.

Brexit: pronte le modalità di riconoscimento delle prestazioni assistenziali

Fornite le istruzioni operative in materia di riconoscimento di prestazioni assistenziali, a sostegno della famiglia, di inclusione sociale e di invalidità civile ai cittadini del Regno Unito residenti in Italia alla data del 31 dicembre 2020, in applicazione dell’Accordo di recesso (WA) e a seguito del termine del periodo di transizione (INPS – circolare 18 ottobre 2021, n. 154).

Il Regno Unito ha negoziato con l’Unione europea un accordo sulle modalità del recesso, al fine di garantire la protezione sociale reciproca dei cittadini dell’Unione europea e del Regno Unito, nonché dei relativi familiari e la tutela, senza soluzione di continuità, dei diritti acquisiti in materia di sicurezza sociale.

L’Accordo ha previsto un periodo di transizione, dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020, durante il quale il diritto dell’Unione europea ha continuato ad applicarsi al Regno Unito con gli stessi effetti giuridici prodotti negli Stati membri.

A riguardo:

– l’INPS con la circolare n. 16/2020 ha fornito le istruzioni operative, relativamente al suddetto periodo di transizione, in materia di prestazioni pensionistiche e a sostegno del reddito, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero, recuperi di contributi e prestazioni indebite, chiarendo, in particolare, che le disposizioni in commento si applicano ai cittadini dell’Unione europea e del Regno Unito, nonché ai loro familiari e superstiti, che sono o sono stati soggetti, rispettivamente, alla legislazione del Regno Unito e dell’Unione europea e/o risiedono, rispettivamente, nel Regno Unito o nell’Unione europea;

– in data 24 dicembre 2020, l’Unione europea e il Regno Unito hanno sottoscritto un accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione (Trade and Cooperation Agreement o TCA).

Il suddetto accordo stabilisce che gli Stati membri e il Regno Unito coordinano i rispettivi sistemi di sicurezza sociale a norma del Protocollo sul coordinamento della sicurezza sociale (Protocol on social security coordination o PSSC), costituente parte integrante del medesimo accordo, e delle relative disposizioni di applicazione contenute nell’Allegato SSC-7 del medesimo Protocollo.

Il TCA e l’annesso protocollo PSSC costituiscono quindi la base giuridica sulla quale si fondano i rapporti di collaborazione tra l’Unione europea e il Regno Unito per i cittadini che non hanno esercitato il diritto alla libera circolazione entro il 31 dicembre 2020.

Con riferimento all’ambito di applicazione degli accordi, il WA trova applicazione anche nei confronti:

– dei cittadini del Regno Unito che hanno esercitato il diritto di soggiorno in conformità del diritto dell’Unione in uno Stato membro prima della fine del periodo di transizione e che continuano a soggiornarvi dopo la fine del periodo di transizione;

– dei cittadini del Regno Unito che sono soggetti alla legislazione di uno Stato membro alla fine del periodo di transizione, nonché loro familiari e superstiti, del medesimo accordo.

Tuttavia, il WA continua ad applicarsi ai cittadini dell’Unione europea residenti nel Regno Unito prima del 1° gennaio 2021 e ai cittadini britannici residenti in uno Stato membro prima di tale data. I diritti connessi al soggiorno dei cittadini del Regno Unito in uno Stato membro dell’Unione europea prevedono che:

– i cittadini dell’Unione europea e i cittadini del Regno Unito e i loro familiari hanno il diritto di soggiornare nello Stato ospitante, che non può stabilire limitazioni o condizioni all’ottenimento, al mantenimento o alla perdita dei diritti di soggiorno;

– se lo Stato ospitante ha scelto di non prescrivere ai cittadini dell’Unione o ai cittadini del Regno Unito, ai loro familiari e altre persone che soggiornano nel suo territorio di chiedere il nuovo status di soggiorno quale condizione di soggiorno legale, le persone idonee a beneficiare di un diritto di soggiorno hanno il diritto di ricevere, alle condizioni previste dalla direttiva 2004/38/CE, un documento di soggiorno, eventualmente in formato digitale, corredato di una dichiarazione attestante che esso è stato rilasciato in conformità del presente accordo;

– ogni cittadino dell’Unione europea o cittadino del Regno Unito che soggiorna, in base all’Accordo, nel territorio dello Stato ospitante gode di pari trattamento rispetto ai cittadini di tale Stato (il beneficio di tale diritto si estende ai familiari di cittadini dell’Unione europea o di cittadini del Regno Unito che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente).

Sulla base del quadro normativo delineato, devono considerarsi equiparati ai cittadini dell’Unione europea i cittadini del Regno Unito residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020, i quali mantengono i diritti connessi al soggiorno legale in Italia anche per il periodo successivo a tale data e non devono costituire un nuovo status di soggiorno, ai fini dell’accesso alle prestazioni di assistenza sociale o al mantenimento delle prestazioni già in godimento.

Tale criterio si applica ai fini del riconoscimento del diritto alle seguenti prestazioni:

– prestazioni assistenziali a sostegno della famiglia (assegno di natalità, bonus asilo nido e contributo per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione, premio alla nascita, assegno temporaneo, ecc.);

– assegno sociale;

– prestazioni di invalidità civile (invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità);

– prestazioni di inclusione sociale e contrasto alla povertà (reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, reddito di emergenza, reddito di libertà).

Pertanto, qualora nei confronti dei suddetti cittadini risulti accertato il requisito della residenza anagrafica entro e non oltre il 31 dicembre 2020 (attraverso le verifiche automatizzate sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente – ANPR o altri archivi anagrafici), non dovrà richiedersi l’esibizione di ulteriori titoli di soggiorno legale diversi da quelli già posseduti a tale data.

Diversamente, nei confronti dei cittadini del Regno Unito non residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020, che presentino istanza per le citate prestazioni, si applicano le disposizioni dettate in materia di documenti di soggiorno per i cittadini extracomunitari.

Ai cittadini del Regno Unito legalmente soggiornanti in Italia, e ai loro familiari, possono essere riconosciute le suddette prestazioni assistenziali, ove gli stessi risultino in possesso di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge italiana per ognuna di esse.

A partire dal 1° gennaio 2021, i cittadini britannici che risultano residenti in Italia alla data del 31 dicembre 2020, possono richiedere presso la Questura di residenza un documento di soggiorno in formato digitale.

Le informazioni per il rilascio del suddetto documento sono contenute nel vademecum realizzato dal Ministero dell’Interno e disponibile sul sito web del medesimo Dicastero.

In linea con le indicazioni fissate a livello di Unione europea, il nuovo documento digitale garantisce un più agevole riconoscimento dei diritti previsti dall’Accordo di recesso in favore dei cittadini britannici che hanno fissato la loro residenza in Italia prima del 31 dicembre 2020, fatta salva in ogni caso l’applicazione nei loro confronti della normativa vigente in materia di diritto di soggiorno e diritto di soggiorno permanente (art. 19, D.Lgs. n. 30/2007).

I diritti acquisiti prima del recesso dall’Unione europea sono garantiti dal WA e non dal possesso del suddetto documento, potendo i cittadini britannici dimostrare di essere legalmente residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020 anche tramite altri validi documenti di riconoscimento di cui risultino titolari.

Operai Agricoli Forlì – Rimini: nuovi salari in vigore dall’1/10/2021

Si riportano le tabelle salariali in vigore dall’1/10/2021 per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Forlì-Cesena e Rimini, come modificate per effetto dell’accordo di rinnovo del CIPL firmato il 28/9/2021

Le tabelle retributive sotto riportate, applicabili agli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Forlì e Rimini, contengono gli aumenti retributivi previsti dal Verbale di accordo 28/9/2021.

Tabelle salariali valide dall’1/10/2021 dipendenti di società agricole private Forlì Cesena e Rimini

 

O.T.I. SALARIATI FISSI

Livelli Aree inquadramenti

Par. CPL

Salario contrattuale al 30/9/2021

CPL 1/10/2021 aumento 1,7%

Totale salario 1/10/2021

Generi in natura congelati

Totale lordo 1/10/2021

Tratt. prev.le %

Scatti aumento 5%

LIV. 10 SPEC 188 1.786,18896 30,36521 1.816,55417 14,97725 1.831,53142 9,64 12,78231
LIV. 9 SPEC 184 1.742,67661 29,62550 1.772,30211 14,97725 1.787,27936 9,64 12,78231
LIV. 8 SPEC 173 1.639,62686 27,87366 1.667,50052 14,97725 1.682,47777 9,64 12,49826
LIV. 7 SPEC 171 1.619,99161 27,53986 1.647,53147 14,97725 1.662,50872 9,64 12,49826
LIV. 6 QUAL 161 1.524,80231 25,92164 1.550,72395 14,97725 1.565,70120 9,64 11,93015
LIV. 5 QUAL 157 1.487,74370 25,29164 1.513,03534 14,97725 1.528,01259 9,64 11,93015
LIV. 4 QUAL 154 1.460,51490 24,82875 1.485,34365 14,97725 1.500,32090 9,64 11,36205
LIV. 3 QUAL 151 1.433,94068 24,37699 1.458,31767 14,97725 1.473,29492 9,64 11,36205

O.T.D. AVVENTIZI

Livelli Aree inquadramenti

Par. CPL

Salario contrattuale al 30/9/2021

CPL 1/10/2021 aumento 1,7%

Totale salario 1/10/2021

Elem.

30,44%

Totale lordo 1/10/2021

T.F.R. 8,63%

Tratt. Varie InpsCacCimia – Euro a giornata

LIV. 10 SPEC 188 10,56917 0,17968 10,74884 3,27195 14,02079 0,92763 8,84%+0,20+0,31
LIV. 9 SPEC 184 10,31170 0,17530 10,48699 3,19224 13,67924 0,90503 8,84%+0,20+0,31
LIV. 8 SPEC 173 9,70193 0,16493 9,86687 3,00347 12,87034 0,85151 8,84%+0,20+0,31
LIV. 7 SPEC 171 9,58575 0,16296 9,74871 2,96751 12,71621 0,84131 8,84%+0,20+0,31
LIV. 6 QUAL 161 9,02250 0,15338 9,17588 2,79314 11,96902 0,79188 8,84%+0,20+0,31
LIV. 5 QUAL 157 8,80322 0,14965 8,95287 2,72525 11,67813 0,77263 8,84%+0,20+0,31
LIV. 4 QUAL 154 8,64210 0,14692 8,78902 2,67538 11,46439 0,75849 8,84%+0,20+0,31
LIV. 3 QUAL 151 8,48486 0,14424 8,62910 2,62670 11,25580 0,74469 8,84%+0,20+0,31
LIV. 2 COM 132 7,39632 0,12574 7,52206 2,28971 9,81177 0,64915 8,84%+0,20+0,31
LIV. 1 COM 108 6,10910   6,10910 1,85961 7,96871 0,52722 8,84%+0,20+0,32
NON PROF 100 5,56202 0,09455 5,65657 1,72186 7,37844 0,48816 8,84%+0,20+0,31

Personale dei servizi di linea CCNL Autoferrotranvieri : Una tantum a ottobre

Spetta, col la busta paga di ottobre, la prima tranche di  una tantum per gli autoferrotranvieri impiegati in misura almeno pari all’80% della propria attività nei servizi di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico

Per il personale In forza a tempo indeterminato al 17/6/2021 impiegato nel periodo gennaio 2018/dicembre 2020 in misura almeno pari all’80% della propria attività nei servizi di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico, in considerazione del particolare e perdurante stato di crisi economico/finanziaria del settore, la cifra una tantum sarà erogata in tre rate da erogarsi la prima con la retribuzione di ottobre 2021 (Euro 200,00 lordi), la seconda con la retribuzione di aprile 2022 (Euro 200.00 lordi) e la terza con la retribuzione di luglio 2023 (Euro 280,00 lordi).

L’una tantum
– verrà rapportata ai mesi di effettiva prestazione (computando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni) svolta nel periodo 2018/2020;
– sarà riproporzionata nei casi di lavoro part-time, sulla base dell’orario convenuto nei contratto individuale;
– verrà erogata anche al personale a tempo determinato in forza alla data di sottoscrizione del verbale 17/6/2021. Per questi lavoratori, l’una tantum verrà rapportata ai mesi di effettiva prestazione (computando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni) svolta all’interno del periodo 2018/2020 nell’ambito del contratto a termine in atto alla data del 17/6/2021, ivi comprese eventuali proroghe,
– non ha alcun effetto o incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge e non rientra nella base di calcolo del T.F.R. e della contribuzione ai Fondo Priamo.

 

Una tantum a copertura del periodo 1/1/2018 – 31/12/2020

 

Figure professionali

Param.

Una tantum per il personale impiegato almeno 80% della attivita in servizi di linea non soggetti ad obblighi di servizio

Ottobre 2021

RESP. UNITÀ AMM.VA / TECNICA COMPLESSA 250 285,71
PROFESSIONAL 230 262,86
CAPO UNITÀ ORGAN.Va AMM.Va / TECNICA 230 262,86
COORDINATORE DI ESERCIZIO 210 240,00
COORDINATORE 210 240,00
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.2) 210 240,00
CAPO UNITÀ TECNICA 205 234,29
COORDINATORE DI UFFICIO 205 234,29
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.1) 202 230,86
SPECIALISTA TECNICO / AMMINISTRATIVO 193 220,57
ADDETTO ALL’ESERCIZIO 193 220,57
CAPO STAZIONE 193 220,57
ASSISTENTE COORDINATORE 193 220,57
TECNICO DI BORDO 190 217,14
MACCHINISTA (Pos.4) 190 217,14
CAPO OPERATORI 188 214,86
MACCHINISTA (Pos.3) 183 209,14
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.4) 183 209,14
OPERATORE CERTIFICATORE 180 205,71
COORDINATORE DELLA MOBILITÀ 178 203,43
COLLABORATORE DI UFFICIO 175 200,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.3) 175 200,00
OPERATORE TECNICO 170 194,29
ADDETTO ALLA MOBILITÀ 170 194,29
MACCHINISTA (Pos.2) 165 188,57
CAPO TRENO (Pos.3) 165 188,57
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.2) 160 182,86
OPERATORE DI GESTIONE 158 180,57
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.2) 158 180,57
OPERATORE DI MOVIMENTO e GESTIONE 158 180,57
CAPO TRENO (Pos.2) 158 180,57
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.2) 155 177,14
ASSISTENTE ALLA CLIENTELA 154 176,00
MACCHINISTA (Pos.1) 153 174,86
OPERATORE QUALIFICATO DELLA MOBILITÀ 151 172,57
OPERATORE F.T.A. (Pos.2) 145 165,71
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.2) 143 163,43
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.1) 140 160,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.1) 140 160,00
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.1) 140 160,00
CAPO TRENO (Pos.1) 140 160,00
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.1) 139 158,86
OPERATORE DELLA MOBILITA’ 138 157,71
CAPO SQUADRA OPERATORI DI MANOVRA 135 154,29
OPERATORE DI SCAMBI CABINA 135 154,29
OPERATORE DI UFFICIO 130 148,57
OPERATORE DI MANUTENZIONE 130 148,57
COLLABORATORE DI ESERCIZIO 129 147,43
OPERATORE DI MANOVRA 123 140,57
CAPO SQUADRA AUSILIARI 121 138,29
OPERATORE GENERICO 116 132,57
AUSILIARIO 110 125,71
AUSILIARIO GENERICO 100 114,29

INPS: da novembre aggiornati i codici contratto

l’Inps, con il Messaggio 18 ottobre 2021, n. 3531, comunica l’aggiornamento da novembre 2021, dei nuovi Codici contratto all’interno del flusso Uniemens.

L’Inps con il messaggio 18 ottobre 2021, n. 3531, istituisce, con decorrenza dal periodo di paga novembre 2021, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> della sezione <PosContributiva> del flusso di denuncia Uniemens:

– 593, relativo al “CCNL impianti sportivi e attività sportive – CONFLAVORO PMI, FISE, ASI, MSA, CNS LIBERTAS, FIS” (codice CNEL H07A);
– 594, relativo al “CCNL imprese di autotrasporto merci, logistica e spedizioni – FEDERTERZIARIO” (codice CNEL I14N);
– 595, relativo al “CCNL concia pelli e cuoio – FEDERCONCIA” (codice CNEL B104).

Con decorrenza novembre 2021, inoltre, vengono disattivati, i seguenti codici contratto:

– 290 (CNEL F017) in quanto relativo a contratto confluito nel “CCNL per i dipendenti dalle piccole imprese edili ed affini CONFAPI ANIEM” (codice 069 – CNEL f018);
– 302 (CNEL F04A), 303 (CNEL F027), 304 (CNEL F037) in quanto relativi a contratti confluiti nel “CCNL dei materiali da costruzione” (codici 096, 098, 189 – CNEL F020);
– 321 (CNEL H02F), 500 (CNEL V169), 501 (CNEL A058) 502, (CNEL V908) in quanto relativi a contratti che risultano cessati nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro.